12 giugno 2017

Atomica inesplosa

Tratto dal Corriere dei Piccoli dal nº 29 del 21 luglio 1963.





3 commenti:

Ivan Casagrande ha detto...

Ricordo un racconto simile.
Ma questa volta la bomba non era su una torre ma in un pozzo profondo.
La bomba non esplode ed il tecnico raggiunge l'ordigno e lo collega ad un timer.
Ma quando sta per risalire il montacarichi si blocca .....

Bruno - Napoli ha detto...

Non capisco il senso di questo racconto. C'è un esperimento atomico fallito e una bomba da disinnescare perché non esploda? Ma non era previsto che esplodesse? Se fosse esplosa regolarmente, non avrebbe prodotto gli stessi effetti che si vogliono evitare quando la si va a disinnescare?

Ivan Casagrande ha detto...

Si tratta di una bomba atomica.
E' formata da una sfera di Plutonio 239 rivestita da numerose cariche di esplosivo convenzionale. L'esplosione "contemporanea" di queste cariche provoca un'onda d'urto che collassa la sfera di Plutonio facendogli raggiungere e mantenere la massa critica. In questo modo si avvia la reazione a catena per il tempo necessario che si propaghi per tutta la massa del materiale fissile.
C'è una componente elettronica che coordina l'esplosione delle cariche di esplosivo convenzionale che evidentemente non ha funzionato.
Nel racconto sembra ipotizzare che la circuiteria elettronica si sia inceppata e che da un momento all'altro possa sbloccarsi e far eplodere la bomba. Insomma come se si trattasse di un relè che non ha funzionato, ma alla minima vibrazione può scattare e farla esplodere.
Quello che sembra che faccia il tecnico è scollegare i fili di innesco delle cariche esplosive. Certamente c'è una certa dose di fantasia nel racconto, ma siamo nel 1963 e molti particolari possono essere opachi. In ogni caso l'operazione è comunque pericolosa, perchè anche se le cariche non si attivassero in modo sincronizzato e la bomba non esplodesse come dovrebbe, comunque si ha il raggiungimento della massa critica. Avviene una piccola reazione nucleare che provoca la dispersione del Plutonio e la generazione di pericolose radiazioni.